Dili


La grande bandiera rossa, gialla e nera, con la stella del Movimento di Liberazione, sale lentissima al centro del palco alla periferia della capitale. Centomila persone, duecentomila occhi, nel silenzio più assoluto, la guardano salire lungo l'asta alta più di venti metri. Fino all'attimo in cui tocca la cima. Allora un grande urlo, un boato, attraversa la grande spianata di Tacitolu, e centomila bocche urlano all'unisono «Viva Timor». Così, a mezzanotte e venticinque (le 17 e 25 in Italia) è nata una nuova nazione, il 189esimo membro delle Nazioni Unite: la Repubblica democratica di Timor Est, arrivata dopo più di quattro secoli di dominio coloniale portoghese e 24 anni di invasione indonesiana, costata oltre 200mila morti.

Da: Oriente Estremo - di Marco Lupis